domenica 29 maggio 2011
Un giorno speciale, l'11 Maggio 2011.
...ho ritrovato per caso un amico, Francesco, che, anche se abita in un paese vicino al mio, non vedevo da molti anni e così mi dice che il Suo lavoro lo porta spesso sott'acqua in giro per il mondo ma con attrezzature particolari ed a grandi profondità, dove anche il sub più tecnico non può arrivare. Visitando il Suo laboratorio, scopro che...costruisce ROV!!! Insieme al Suo Team di tecnici mi trovo in una dimensione incredibile e mi invita a partecipare al collaudo dell'ultima versione, la terza, del modello Pollux, quello del famoso "Tesoro dell'Elba" e mi chiede se vorrei andare in qualche sito di mio interesse per provarlo. Il GSDTeam è particolarmente interessato alle immersioni sui relitti (quando ci immergiamo da Team) e da tempo stavamo parlando di organizzare un battuta di ricerca fuori Livorno su alcuni relitti indicati sulla carta nautica ma molto profondi, intorno ai -140 e così...coinvolgendo anche altri amici, programmiamo l'uscita. Le variabili sono tante, Ciro non ci sarà, causa lavoro e...meteo permettendo...ecc. ecc. Prevediamo che il mitico giorno con le condizioni meteo perfette potrebbe essere l'11 Maggio e stabiliamo che sarà quello. Con un livello di adrenalina che non Vi dico, il giorno prima carichiamo tutta l'attrezzatura sul furgone di Francesco e dopo aver verificato minuziosamente il tutto, ci diamo appuntamento al mattino del giorno seguente. Mi aggrego sul furgone a Franco e Nicola(tecnici elettronici e piloti rov), a Livorno troveremo anche Paolo(il terzo tecnico). Al porto ci aspetta il "comante" Gianmaria, che ci porterà con la Sua barca e l'amico comune Paolone(così detto per la stazza), ci sarà anche il grande Maurizio che collabora(€) alla spedizione per il Club Aquasub. Superate le difficoltà per caricare tutto l'occorrente e la disposizione a bordo, salpiamo. La giornata vola in men che non si dica, splendida e molto interessante per la compagnia e per i contenuti della missione. Il resto del racconto lo capirete dalle immagini del video, non potrò mostrarVi tutto, per ora accontentateVi di questo, la prossima uscita ci saranno grosse novità, quali? !!!!!
sabato 22 gennaio 2011
Il blog di ALEX (detto il Barbiero)
Molto bene Alex, complimenti, ora Ti terremo d'occhio :-)
http://illogbookdialex.blogspot.com/
sabato 18 settembre 2010
11 Settembre 2010 - AMP Portofino - Mezza notturna al Faro
Ciao
Primo
giovedì 16 settembre 2010
"In Aqua Veritas"
Bravo Davide. Potrete prenotare od acquistare quest'opera presso la vostra libreria od edicola di fiducia o direttamente dall'autore. Mi raccomando, non perdetevela e buona lettura.
lunedì 6 settembre 2010
2010.09.01 Il relitto dell'UJ 2216 "EROS-KT"
Avevamo pianificato un tuffo tranquillo sui 40 minuti di fondo e con un tempo totale di circa 100 minuti e così è stato. Ci siamo veramente divertiti e spero di tornarci presto per fare delle riprese migliori di quelle che ho realizzato questa volta, si lo so dico sempre così ma...:-)
A presto
Primo.
2010.09.01 Il relitto UJ 2216 "EROS-KT" from Primo Valentini on Vimeo.
sabato 17 luglio 2010
Il Cannone del Caboto - 10.07.2010
venerdì 18 giugno 2010
Relitto Motonave Gino Scardigli - 13/06/2010
Eh, si, perchè da anni sentivamo parlare di questo benedetto relitto, che tutti disdegnano in quanto post-bellico, senza armamenti, con scarso interesse storico e che oltretutto il 99% delle volte è immerso in un torbido impenetrabile, con visibilità di 30 centimetri, della serie... dov'è..... dovèè..?? TUMPH .. eccolo, c'ho sbattuto il cranio!..
Avevamo tentato qualche settimana fa.. ed abbiamo per l'appunto abortito l'immersione perchè seppur pedagnati a 2 metri scarsi dal relitto, non siamo riusciti a vederlo, abbiamo preso la direzione sbagliata, legandoci con il reel alla cima di risalita, e quindi siamo tornati indietro. In risalita poi abbiamo visto, a 56 metri, le reti che svettavano dal fumaiolo.. a 3 pinnate da noi ..!!
Spero di aver reso l'idea ..
Ma chi è questo benedetto "Gino Scardigli"??
Prendo spunto dal sito degli scopritori ( http://www.aletek.it/ ) di questo relitto, che è stato ritrovato nel 2004, per descrivervi le origini e la storia dell'affondamento di questa motonave, varata col nome di ELJO ed affondata la notte del 30 Settembre 1966 nelle acque davanti a Livorno, a poca distanza dalle secche della meloria.
Nella notte tra il 30 settembre ed il 1 ottobre del 1966, salpata da Porto Empedocle, con a bordo 580 ton. di salgemma e 30 di merci varie (tra cui alcuni cingoli per uso civile), si trovava all'altezza dell'Isola di Gorgona a 10 miglia da Livorno e stava navigando un mare forza 4 sotto un fitta pioggia, in direzione di Savona.
Erano le 4:15 quando il nostromo registrava un improvviso sbandamento verso sinistra dell'unità, dava l'allarme e richiamava così in coperta tutti gli uomini dell'equipaggio. Il comandante, vista la grave situazione, ordinava di dirigere immediatamente verso il Porto di Livorno e chiamando soccorsi con il radio-telefono.
Intorno alle 6:00, dopo circa due ore di agonia il motore della Scardigli si arrestava vanificando l'estremo tentativo di raggiungere le "Secche della Meloria" per incagliarsi. L'ordine del comandante di abbandonare la nave giungeva in tempo per salvare gli otto uomini dell'equipaggio mentre la Scardigli si rovesciava inabissandosi.


L'IMMERSIONE:
Confidando in una intera settimana di scirocco teso, che in questa zona dovrebbe ripulire le acque profonde, e nel giorno di immersione programmato, ovvero Domenica, lontano dalle ultime battute di pesca a strascico, abbiamo programmato una immersione di 30 minuti circa alla profondità del relitto, che và da 59 metri a 67 metri sotto la poppa.
Di prima mattina ci troviamo al diving Accademia Blu del nostro amico Maurizio Di Fiore, carichi di bombolame assortito e videocamera HD (incluso Primo col suo Reb ipermodificato Azimuth AF)!
Arriviamo sul punto, c'è un pò di corrente in superfice e l'acqua non è limpidissima, ma abbiamo visto di peggio. Scandagliando scandagliando, troviamo un rialzo netto e lanciamo il pedagno che fila via dritto e veloce. Attacchiamo la boa e cominciamo la vestizione col gommone alla deriva.
Una volta pronti, Simone che guida il gommone e ci dà un ottima assistenza in superfice si riavvicina alla boa del pedagno e al suo via scendiamo contremporaneamente in acqua.
Controllo di routine e... VIA!
La sorpresa giunti sul fondo è stata enorme .. LIMPIDO!! almeno 15 metri di visibilità!
La prima sensazione che ci pervade è quella di trovarsi in un luogo che, sebbene già conosciuto ed esplorato, è stato visitato molto poco e soprattutto, crediamo che come si è rivelato ai nostri occhi, non l'abbia mai fatto prima d'ora con nessuno.
Vi lascio giudicare dal video!
2010.06.13 Il relitto del Cargo Gino Scardigli from Primo Valentini on Vimeo.
Dopo circa 29 minuti di fondo, rimuovo personalmente il pedagno dalla fiancata del relitto e cominciamo una lenta decompressione che ci porterà fuori dall'acqua in 104 minuti di runtime totale, utilizzando sul fondo un bibo 12+12 ed una stage 7 litri di trimix 17/40 ed in decompressione un nitrox 32 da 40 metri ed un nitrox 80 da 10 metri.

Tirando le somme, a noi questo relittino c'è proprio piaciuto!! Ci ha emozionato la sensazione di privilegio di essere li con quella visibilità miracolosa per essere sul fango limaccioso e sulle tracce dei pescatori a strascico.
Ci hanno emozionato (ed impaurito, pensando al rischio che comportano quando non ci si vede un palmo dal naso) le reti incastrate sul fumaiolo che svettano verso l'alto..
E non dimentichiamoci che è un ottima palestra, che si può girare tutto in 25-30 minuti con calma, che dista solo 6 miglia (di mare) da casa mia :-) :-)
A presto con le prossime immersioni, e complimenti a Primo per gli ottimi risultati che stà ottenendo con la videocamera!
Ciao, Ciro
PS: Per le foto e la ricostruzione storica si ringrazia Aletek.it, relitti.it, http://www.xs4all.nl/~beejee/1950/ELJO-15-08-05.htm
Per immergersi su questo relitto: http://www.accademiablu.net/